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DSPS Laboratorio di Filosofia dell'Età Globale

Chi siamo

 

Il Laboratorio di Filosofia dell’età globale

Il Laboratorio di Filosofia dell’età globale pone al centro dei suoi interessi temi e problemi legati alle trasformazioni (continuità e cesure) dell’età globale rispetto alla modernità. Il presupposto di partenza è che la filosofia possa e debba dare un contributo essenziale all’urgenza dei problemi e delle sfide inedite prodotte dalla globalizzazione, restituendo, rispetto ad altri approcci disciplinari, uno sguardo d’insieme adeguato alla portata planetaria degli eventi.


L’obiettivo è quello di sviluppare una filosofia che rifletta criticamente in stretta connessione con l’attualità e gli eventi significativi del presente, secondo le prospettive peculiari della Filosofia sociale; e che allo stesso tempo si proponga di individuare e tracciare le possibili risposte – etiche, sociali, politiche – alle sfide della contemporaneità non secondo astratti principi normativi, ma secondo un approccio critico immanente che prenda le mosse dalle risorse intrinseche al sociale e ai soggetti stessi. Ciò vuol dire interrogarsi più a fondo sulla struttura psico-antropologica degli individui a partire dal contesto storico-sociale di volta in volta emergente: in particolare sul problema delle motivazioni, soprattutto emotive, e sulle risorse di senso che ispirano l’agire individuale e sociale.

Si predilige in altri termini una filosofia che sappia coniugare la diagnosi critica del presente con una prospettiva di trasformazione e che non rinunci ad un aspetto utopico post-ideologico e alla possibilità di prefigurare migliori immagini del mondo.


In questo quadro il Laboratorio predilige e sviluppa alcune specifiche tematiche e approcci, fra cui:

- l’analisi delle sfide globali e delle relative ricadute etiche, psicologiche e affettive sulla soggettività;

- la diagnosi critica del capitalismo come forma di vita storicamente e geograficamente variegata che ha oggi assunto una scala globale, riconfigurando i suoi rapporti con la politica, la natura e la società e intervenendo in profondità sul profilo delle soggettività contemporanee;

- una teoria antropologica della democrazia che consenta di spiegare in modo più esauriente degli approcci tradizionali i mutati rapporti fra politica, violenza, potere e dominio;

- una teoria relazionale del soggetto, in parte ispirata da alcuni percorsi della riflessione femminista e dei gender studies, che vada oltre l’opposizione tra l’idea moderna di un soggetto sovrano e l’idea postmoderna di una deflagrazione del soggetto;

- la riflessione su un ventaglio di concetti-chiave -come vulnerabilità, interdipendenza, conflitto, cura, responsabilità, senso, immaginazione, immagini del mondo…- a partire dai quali sia possibile pensare i possibili rimedi affettivi, etici e politici per prefigurare una trasformazione in senso emancipativo del presente.



Questa cornice metodologica e questo focus tematico presuppongono i seguenti requisiti:

- confronto con i classici considerati di volta in volta significativi rispetto a una diagnosi critica del presente;

- riattualizzazione di filoni e prospettive teoriche ancora inesplorate o sottovalutate;

- apertura interdisciplinare: confronto con i vari settori scientifico-disciplinari della filosofia e apertura sistematica ad altri linguaggi: come la sociologia e la scienza politica, l’antropologia e la psicoanalisi, le neuroscienze, la letteratura e il cinema;

- ridiscussione dei concetti fondativi della teoria filosofica della modernità al fine di verificarne l’eventuale obsolescenza o la persistente validità, a fronte delle trasformazioni epocali della contemporaneità.

 
ultimo aggiornamento: 25-Ott-2017
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